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Canzoni usate 2.0

Autore Stefano Palladini
ISBN 9788864386829
DISPONIBILITA': 5 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 18,00

€ 15,30 (-15%)

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In sintesi

Stefano Palladini - musicista e scrittore - regala ai lettori un nuovo canzoniere personale, un repertorio di 96 grandi successi, italiani e stranieri, che vanno grosso modo dagli anni Cinquanta ai primi anni Ottanta del Novecento.

Le voci di questa play list vanno dai Beatles a Mina, dai Rolling Stones a Sergio Endrigo, da Georges Brassens a Paolo Conte, e poi Bob Dylan, Ben E. King, Elvis Presley, Stevie Wonder, Otis Redding, Mamas & Papas, Jacques Brel, Little Richard, David Bowie, tra gli stranieri, Paoli, Ciampi, Bindi, Tenco, Modugno, Carosone, i Giganti, i Dik Dik, Morandi, De André, Venditti, De Gregori, Jannacci, Gaber e molti altri ancora, tra gli italiani.

Di ogni canzone - le sue preferite - Palladini traccia un rapido profilo, che colloca nel quadro generale della storia del tempo, in quello particolare della propria storia personale o degli artisti che l’hanno interpretata, scritta, arrangiata. L’aggettivo usate acquista dunque un significato ironico e allusivo, quasi romantico. Di cosa certamente non più nuova ma sempre utile, che ha servito e ancora serve con onore la sua causa: presidiare un angolo della nostra vita e non abbandonarlo mai più.

Dettagli

Stefano Palladini - musicista e scrittore - regala ai lettori un nuovo canzoniere personale, un repertorio di 96 grandi successi, italiani e stranieri, che vanno grosso modo dagli anni Cinquanta ai primi anni Ottanta del Novecento. Le voci di questa play list vanno dai Beatles a Mina, dai Rolling Stones a Sergio Endrigo, da Georges Brassens a Paolo Conte, e poi Bob Dylan, Ben E. King, Elvis Presley, Stevie Wonder, Otis Redding, Mamas & Papas, Jacques Brel, Little Richard, David Bowie, tra gli stranieri, Paoli, Ciampi, Bindi, Tenco, Modugno, Carosone, i Giganti, i Dik Dik, Morandi, De André, Venditti, De Gregori, Jannacci, Gaber e molti altri ancora, tra gli italiani. Di ogni canzone - le sue preferite - Palladini traccia un rapido profilo, che colloca nel quadro generale della storia del tempo, in quello particolare della propria storia personale o degli artisti che l’hanno interpretata, scritta, arrangiata. L’aggettivo usate acquista dunque un significato ironico e allusivo, quasi romantico. Di cosa certamente non più nuova ma sempre utile, che ha servito e ancora serve con onore la sua causa: presidiare un angolo della nostra vita e non abbandonarlo mai più.