Elliot

Contro Roma

Autore Giovanni Papini
Pagine 46
ISBN 9788861928435
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In sintesi

La sera del 21 febbraio del 1913, su invito di Marinetti, Giovanni Papini salì sul palco del Teatro Costanzi di Roma per leggere in pubblico il suo Contro Roma (il cui titolo completo era Contro Roma e contro Benedetto Croce). Il testo era composto da tre parti: la prima contro la capitale - che riuniva il suo pensiero espresso nella rivista "Critica e azione" nel febbraio del 1908 e gli articoli scritti per la "Voce" tra il 1908 e il 1909; la seconda contro i "cristianucci" - una rielaborazione degli articoli apparsi su "Leonardo" e le considerazioni contenute nelle "Memorie d'Iddio" (1911) e nell'"Altra metà" (1912); l'ultima contro Benedetto Croce. Tra le grida e le proteste del pubblico, Papini espose fino alla fine il suo atto d'accusa contro "L'urbe di tutte le rettoriche", "brigantesca e saccheggiatrice", una città povera d'ingegno e capacità artistiche, nella quale la presenza della sede papale e delle accademie osteggiava ogni fermento originale e innovativo. Un documento d'importanza storica e sociale, un attacco alla casta dell'epoca, che i problemi e le polemiche dell'oggi rendono estremamente attuale.

Dettagli

La sera del 21 febbraio del 1913, su invito di Marinetti, Giovanni Papini salì sul palco del Teatro Costanzi di Roma per leggere in pubblico il suo Contro Roma (il cui titolo completo era Contro Roma e contro Benedetto Croce). Il testo era composto da tre parti: la prima contro la capitale - che riuniva il suo pensiero espresso nella rivista "Critica e azione" nel febbraio del 1908 e gli articoli scritti per la "Voce" tra il 1908 e il 1909; la seconda contro i "cristianucci" - una rielaborazione degli articoli apparsi su "Leonardo" e le considerazioni contenute nelle "Memorie d'Iddio" (1911) e nell'"Altra metà" (1912); l'ultima contro Benedetto Croce. Tra le grida e le proteste del pubblico, Papini espose fino alla fine il suo atto d'accusa contro "L'urbe di tutte le rettoriche", "brigantesca e saccheggiatrice", una città povera d'ingegno e capacità artistiche, nella quale la presenza della sede papale e delle accademie osteggiava ogni fermento originale e innovativo. Un documento d'importanza storica e sociale, un attacco alla casta dell'epoca, che i problemi e le polemiche dell'oggi rendono estremamente attuale.

Biografia autore

Giovanni Papini Nato a Firenze, studioso di filosofia e di religione, fu critico e polemista, narratore e poeta. Attivo nel movimento futurista fu, come sostenne Gianfranco Contini, “uno dei più efficaci promotori di cultura nel primo quindicennio” del XX secolo. Tra i fondatori delle riviste «Leonardo» (1903) e «Lacerba» (1913), concepì la letteratura come “azione”, dando ai suoi scritti un tono oratorio e dissacrante. Tra le opere più note si ricordano: l’autobiografia Un uomo finito, il saggio Stroncature, le prose liriche Giorni di festa