Castelvecchi

La lettera del giovane lavoratore

Autore Rainer Maria Rilke
Pagine 96
ISBN 9788869442292
DISPONIBILITA': 6 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 7,00

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In sintesi

Scritta nel 1922 e mai pubblicata in vita, La lettera del giovane lavoratore mette in scena uno sdoppiamento artistico e umano, in cui il Rilke-lavoratore si confessa al Rilke-poeta (nei panni del poeta fiammingo Émile Verhaeren, scomparso nel 1916). Al centro della riflessione c’è la figura del lavoratore, simbolo dell’attività pratica, di un mestiere, immerso nel ciclo produttivo della vita. Nell’affrontare i temi della religione e il senso dell’esistenza, la lettera esalta la dimensione terrena e carnale della vita e diventa un atto di accusa contro la Chiesa che, con la sua pratica repressiva, ha allontanato l’uomo da Dio. In un apparente paradosso, questo ritorno alla concretezza terrestre della realtà permette al giovane lavoratore di ricreare poeticamente il mondo, emancipandosi dalla contingenza storica e dalla sottomissione al potere.

Dettagli

Scritta nel 1922 e mai pubblicata in vita, La lettera del giovane lavoratore mette in scena uno sdoppiamento artistico e umano, in cui il Rilke-lavoratore si confessa al Rilke-poeta (nei panni del poeta fiammingo Émile Verhaeren, scomparso nel 1916). Al centro della riflessione c’è la figura del lavoratore, simbolo dell’attività pratica, di un mestiere, immerso nel ciclo produttivo della vita. Nell’affrontare i temi della religione e il senso dell’esistenza, la lettera esalta la dimensione terrena e carnale della vita e diventa un atto di accusa contro la Chiesa che, con la sua pratica repressiva, ha allontanato l’uomo da Dio. In un apparente paradosso, questo ritorno alla concretezza terrestre della realtà permette al giovane lavoratore di ricreare poeticamente il mondo, emancipandosi dalla contingenza storica e dalla sottomissione al potere.

Biografia autore

Tra i maggiori poeti del Novecento, dopo aver frequentato l’Accademia militare, si trasferisce a Monaco e poi a Berlino. Dal 1902 si stabilisce a Parigi, dove per un anno è segretario di Rodin. Nel 1911-1912 soggiorna nel castello di Duino: qui inizia a scrivere il suo più celebre ciclo di poesie. Oltre alle raccolte poetiche, Rilke è autore del romanzo I quaderni di Malte Laurids Brigge e di uno sterminato epistolario.