Interno4 Edizioni

La S-ciuptèda

La fucilata

Autore Elena Bucci, Gianfranco Miro Gori, Luigi Ceccarelli, Paolo Ravaglia
ISBN 9788885747135
DISPONIBILITA': 5 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 16,00

€ 13,60 (-15%)

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In sintesi

Il 10 agosto del 1867 Ruggero Pascoli è ucciso in un’imboscata. Il delitto, che risuona nell’immortale poesia di suo figlio Giovanni, resta impunito. Negli anni che seguono, vengono pubblicate molte ricerche e avanzate diverse ipotesi sulla sua genesi e modi. L’ultima indagine storica in ordine di tempo, Il complotto di Rosit Boschetti, risale a pochi anni or sono. Alla vicenda si riferiscono i presenti monologhi che sono in parte frutto d’invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali. In particolare i monologhi dei presunti assassino e mandante - come s’è detto mai identificati dagli inquirenti - si fondano in larga parte sulla tradizione orale tramandata fino a oggi a San Mauro Pascoli, che non ha riscontro nei documenti. Si tratta di cinque monologhi a cui corrispondo altrettanti “contrappunti”. A E’ mórt ’mazè (Il morto ammazzato) E’ garzòun (Il garzone; nella realtà Ruggero Pascoli, in genere, si faceva accompagnare da un suo dipendente che aveva un ruolo certo superiore a quello di garzone). A L’asasòin (L’assassino) L’asasòin dl’asasòin (L’assassino dell’assassino). A La vèdva (La vedova) Al surèli (Le sorelle). A I urfan: la Ghita e Giacòun (Gli orfani: la Margherita e Giacomo; che erano i maggiori) I fradél (I fratelli). A E’ mandènt (Il mandante) I samauróis (I sammauresi). Il 3 agosto del 2017, sette giorni avanti lo scoccare del 150° anniversario dell’omicidio, è andata in scena in anteprima, nel Giardino di Casa Pascoli, una lettura in musica di La s-ciuptèda con la voce di Elena Bucci, l’elettronica e la regia del suono di Luigi Ceccarelli, i clarinetti (e non solo) di Paolo Ravaglia. Il presente cd riproduce quella serata.

Dettagli

Il 10 agosto del 1867 Ruggero Pascoli è ucciso in un’imboscata. Il delitto, che risuona nell’immortale poesia di suo figlio Giovanni, resta impunito. Negli anni che seguono, vengono pubblicate molte ricerche e avanzate diverse ipotesi sulla sua genesi e modi. L’ultima indagine storica in ordine di tempo, Il complotto di Rosit Boschetti, risale a pochi anni or sono. Alla vicenda si riferiscono i presenti monologhi che sono in parte frutto d’invenzione e in parte si basano su documenti scritti e racconti orali. In particolare i monologhi dei presunti assassino e mandante - come s’è detto mai identificati dagli inquirenti - si fondano in larga parte sulla tradizione orale tramandata fino a oggi a San Mauro Pascoli, che non ha riscontro nei documenti. Si tratta di cinque monologhi a cui corrispondo altrettanti “contrappunti”. A E’ mórt ’mazè (Il morto ammazzato) E’ garzòun (Il garzone; nella realtà Ruggero Pascoli, in genere, si faceva accompagnare da un suo dipendente che aveva un ruolo certo superiore a quello di garzone). A L’asasòin (L’assassino) L’asasòin dl’asasòin (L’assassino dell’assassino). A La vèdva (La vedova) Al surèli (Le sorelle). A I urfan: la Ghita e Giacòun (Gli orfani: la Margherita e Giacomo; che erano i maggiori) I fradél (I fratelli). A E’ mandènt (Il mandante) I samauróis (I sammauresi). Il 3 agosto del 2017, sette giorni avanti lo scoccare del 150° anniversario dell’omicidio, è andata in scena in anteprima, nel Giardino di Casa Pascoli, una lettura in musica di La s-ciuptèda con la voce di Elena Bucci, l’elettronica e la regia del suono di Luigi Ceccarelli, i clarinetti (e non solo) di Paolo Ravaglia. Il presente cd riproduce quella serata. CD + LIBRO

Biografia autore

Elena Bucci. Attrice, regista, autrice, si è formata nella compagnia di Leo de Berardinis. Ha fondato con Marco Sgrosso la compagnia Le Belle Bandiere, per la quale ha creato, diretto e interpretato spettacoli spaziando da scritture originali a drammaturgie classiche e contemporanee. Attrice per il cinema e il teatro, ha ricevuto tra gli altri il Premio Hystrio-ANCT, il Premio Eleonora Duse, due Premi Ubu come migliore attrice protagonista e non protagonista, e ha lavorato come attrice con Roberto Latini, Valter Malosti, Mario Martone, Claudio Morganti, Cesare Ronconi; al cinema con Pappi Corsicato, Raoul Ruiz, Tonino de Bernardi, Luca Guadagnino (Chiamami con il tuo nome, candidato all’Oscar nel 2017).

Gianfranco “Miro” Gori. Detto Miro in ricordo dello zio partigiano della 29ª brigata Gap, è nato a San Mauro Pascoli, comune di cui è stato sindaco. Ha ideato e diretto la Cineteca del comune di Rimini e organizzato festival cinematografici e manifestazioni culturali in Italia e all’estero. Autore di non pochi libri di cinema (da ultimi: Le radici di Fellini romagnolo del mondo, Il Ponte Vecchio, 2016; Il cinema nel fascismo, curatela con Carlo De Maria, Bradypus, 2017), si è occupato di Pascoli e Secondo Casadei. Ha scritto un romanzo (Senza movente, Mobydick, 2000) e quattro raccolte di versi in dialetto romagnolo (Strafócc, Chiamami Città, 1995; Gnént, Pazzini, 1998; Cantèdi, Mobydick, 2008; E’ cino, la gran bòta, la s-ciuptèda, Fara, 2015).