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Lady Tarin

Autore Farinotti R., Gorza S., Barugolo A.
ISBN 9788867261123
DISPONIBILITA': 0 in magazzino

Stato: Non disponibile

€ 30,00

€ 25,50 (-15%)

In sintesi

Lady Tarin. Stanze private è un racconto personale di donne ritratte da uno sguardo femminile e profondo. È uno sguardo che valorizza la femminilità in ogni suo aspetto, svelando sensualità, grazia, erotismo e intimità in una lettura che solo una donna può attivare.

Una fuoriclasse, questa Lady Tarin. Molto precisa, elegantemente punk, mostra un pallore lunare su cui spiccano i dettagli rossi – unghie e rossetto. Pratica scherma storica – spada a due mani e spada da lato – di cui racconta: “Ho iniziato perché avevo bisogno di più creatività e più disciplina. La scherma storica è perfetta, perché è come danzare con la spada”. Sul comodino ha Please Kill Me: The Uncensored Oral History of Punk, e alla domanda sulla sua prima macchina fotografica risponde: “Una Polaroid. Continuo a lavorare con la tecnica analogica, soprattutto per il lavoro di ricerca personale, perché riesce a mantenere la consistenza della pelle e la profondità dello spazio. Si tratta di una tecnica più silenziosa, che mi permette di essere più vicina al soggetto che incontro. La pellicola avvicina, in questo senso è erotica”.

Dettagli

Lady Tarin. Stanze private è un racconto personale di donne ritratte da uno sguardo femminile e profondo. È uno sguardo che valorizza la femminilità in ogni suo aspetto, svelando sensualità, grazia, erotismo e intimità in una lettura che solo una donna può attivare. Una fuoriclasse, questa Lady Tarin. Molto precisa, elegantemente punk, mostra un pallore lunare su cui spiccano i dettagli rossi – unghie e rossetto. Pratica scherma storica – spada a due mani e spada da lato – di cui racconta: “Ho iniziato perché avevo bisogno di più creatività e più disciplina. La scherma storica è perfetta, perché è come danzare con la spada”. Sul comodino ha Please Kill Me: The Uncensored Oral History of Punk, e alla domanda sulla sua prima macchina fotografica risponde: “Una Polaroid. Continuo a lavorare con la tecnica analogica, soprattutto per il lavoro di ricerca personale, perché riesce a mantenere la consistenza della pelle e la profondità dello spazio. Si tratta di una tecnica più silenziosa, che mi permette di essere più vicina al soggetto che incontro. La pellicola avvicina, in questo senso è erotica”.