Ipermedium Edizioni

Le vertigini dell’io

Ipotesi su Beckett,Bachmann e Manganelli

Autore Alessandro Baldacci
Collana opzioni
Pagine 164
ISBN 9788886908986
DISPONIBILITA': 1 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 13,00
O

In sintesi

La scrittura in prima persona nel romanzo europeo del Novecento trova nella Trilogia beckettiana il suo punto di massima incandescenza. In questo libro Alessandro Baldacci affronta la radicale novità della rappresentazione del soggetto in Samuel Beckett, portando alla luce l’importanza del "fattore Céline" nell’opera dello scrittore irlandese, assieme alle caratteristiche di un controcanone dell’io in bilico fra identità e ripetizione, oralità e scrittura, trauma bellico e trauma tecnologico. Per seguire gli effetti e le metamorfosi del modello beckettiano nella letteratura europea l’autore allarga il discorso sull’io al romanzo Malina (1971) di Ingeborg Bachmann, dove domina la fusione fra soggetto e storia, con una trama dell’orrore in cui ritorna l’incubo del totalitarismo nazista. L’Antigone della Bachmann, sepolta dal tabù dell’austria filo-nazista, testimonia di una inquietante antropologia tragica che giunge a mostrare l’allarmante continuità fra civiltà e barbarie. La rappresentazione dell’io in Dall’Inferno (1985) di Giorgio Manganelli ci presenta invece l’esplosione dell’io fra riso e grottesco, la sua perenne metamorfosi fra manierismo e clownerie, in un viaggio interiore che si alimenta di tutte le fonti del pertubante.
In questo percorso comparatistico sull’io, l’autore mostra come il disorientamento del soggetto divenga, nel secondo Novecento, lo spazio di una rinnovata tensione conoscitiva del romanzo. Oscillando fra il cogito e la sua carnevalizzazione, fra identità, maschera e perturbante, la rappresentazinoe dell’io che emerge dai romanzi di Beckett, Bachmann e Manganelli getta le basi per una nuova mappa della soggettività. L’io multiplo che si sperimenta in questi romanzi, la parodia del cogito che essi pongono in essere, finisce allora per dialogare con le più recenti scoperte delle neuroscienze.

Dettagli

La scrittura in prima persona nel romanzo europeo del Novecento trova nella Trilogia beckettiana il suo punto di massima incandescenza. In questo libro Alessandro Baldacci affronta la radicale novità della rappresentazione del soggetto in Samuel Beckett, portando alla luce l’importanza del "fattore Céline" nell’opera dello scrittore irlandese, assieme alle caratteristiche di un controcanone dell’io in bilico fra identità e ripetizione, oralità e scrittura, trauma bellico e trauma tecnologico. Per seguire gli effetti e le metamorfosi del modello beckettiano nella letteratura europea l’autore allarga il discorso sull’io al romanzo Malina (1971) di Ingeborg Bachmann, dove domina la fusione fra soggetto e storia, con una trama dell’orrore in cui ritorna l’incubo del totalitarismo nazista. L’Antigone della Bachmann, sepolta dal tabù dell’austria filo-nazista, testimonia di una inquietante antropologia tragica che giunge a mostrare l’allarmante continuità fra civiltà e barbarie. La rappresentazione dell’io in Dall’Inferno (1985) di Giorgio Manganelli ci presenta invece l’esplosione dell’io fra riso e grottesco, la sua perenne metamorfosi fra manierismo e clownerie, in un viaggio interiore che si alimenta di tutte le fonti del pertubante. In questo percorso comparatistico sull’io, l’autore mostra come il disorientamento del soggetto divenga, nel secondo Novecento, lo spazio di una rinnovata tensione conoscitiva del romanzo. Oscillando fra il cogito e la sua carnevalizzazione, fra identità, maschera e perturbante, la rappresentazinoe dell’io che emerge dai romanzi di Beckett, Bachmann e Manganelli getta le basi per una nuova mappa della soggettività. L’io multiplo che si sperimenta in questi romanzi, la parodia del cogito che essi pongono in essere, finisce allora per dialogare con le più recenti scoperte delle neuroscienze.

Biografia autore

Alessandro Baldacci insegna all’Università di Stettino (Polonia). É fra i curatori dell’antologia di poesia italiana contemporanea Parola Plurale (Sossella, 2005). Oltre a vari saggi sul secondo Novecento italiano e europeo ha pubblicato i libri Fra tragico e assurdo: Benn, Beckett e Celan nella poetica di Amelia Rosselli (Università di Cassino, 2006), Amelia Rosselli (Laterza 2007), Andrea Zanzotto. La passione della poesia (Liguori 2010) e Controparole. Appunti per un’etica della letteratura (Atelier 2010).