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Primo Maggio

Autore Edmondo De Amicis
ISBN 9788899332181
DISPONIBILITA': 58 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 18,00

€ 15,30 (-15%)

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In sintesi

Nel 1891 Edmondo De Amicis comincia a scrivere Primo maggio, esattamente quattro anni dopo l’uscita di Cuore. Questo libro, rimasto inedito per quasi un secolo, è stato pubblicato per la prima volta nel 1980, a cura del Comune di Imperia, sua città natale e nella cui biblioteca è custodito il manoscritto. Primo maggio segna l’adesione di De Amicis agli ideali del socialismo italiano e unisce al razionalismo scientifico del materialismo storico i sentimenti più cari all’autore, la bontà e l’amore, senza cadere nello sdolcinato patriottismo che aveva caratterizzato Cuore. Il protagonista, Alberto, un insegnante torinese, si unisce al socialismo spinto dalla sua profonda onestà e dalla scoperta della bestiale condizione di povertà in cui vivono milioni di proletari. Per aver manifestato le sue convinzioni, Alberto viene emarginato, abbandonato dalla famiglia, licenziato e minacciato di morte. Decide allora di dedicarsi completamente alla causa del popolo e, durante una manifestazione, viene mortalmente ferito dai soldati inviati dal Governo per sedare le proteste operaie. Al figlio, che cercava di capire perché il padre fosse stato allontanato dalla famiglia, rivolge queste parole che sono una sorta di programma politico: «Giulio, tu vedi quanta gente c’è intorno a te, che suda al lavoro per tutta la vita e non ne cava tanto da vivere umanamente, quanti milioni di ragazzi lasciati nell’ignoranza e nell’abbrutimento, e quante famiglie ridotte alla fame senza loro colpa; vedi quante diseguaglianze ingiuste, quante ire, quanti odi. Ora, c’è modo di far sì che questa grande miseria sparisca tutta o in gran parte, che il lavoro non manchi a nessuno e diventi più umano per tutti, che tutti i ragazzi siano istruiti e educati, che le disuguaglianze ingiuste scompaiano, che gli odi cessino, che la società diventi quasi un’immensa famiglia, in cui ciascuno, per interesse proprio, desideri il bene di tutti gli altri».

Dettagli

Nel 1891 Edmondo De Amicis comincia a scrivere Primo maggio, esattamente quattro anni dopo l’uscita di Cuore. Questo libro, rimasto inedito per quasi un secolo, è stato pubblicato per la prima volta nel 1980, a cura del Comune di Imperia, sua città natale e nella cui biblioteca è custodito il manoscritto. Primo maggio segna l’adesione di De Amicis agli ideali del socialismo italiano e unisce al razionalismo scientifico del materialismo storico i sentimenti più cari all’autore, la bontà e l’amore, senza cadere nello sdolcinato patriottismo che aveva caratterizzato Cuore. Il protagonista, Alberto, un insegnante torinese, si unisce al socialismo spinto dalla sua profonda onestà e dalla scoperta della bestiale condizione di povertà in cui vivono milioni di proletari. Per aver manifestato le sue convinzioni, Alberto viene emarginato, abbandonato dalla famiglia, licenziato e minacciato di morte. Decide allora di dedicarsi completamente alla causa del popolo e, durante una manifestazione, viene mortalmente ferito dai soldati inviati dal Governo per sedare le proteste operaie. Al figlio, che cercava di capire perché il padre fosse stato allontanato dalla famiglia, rivolge queste parole che sono una sorta di programma politico: «Giulio, tu vedi quanta gente c’è intorno a te, che suda al lavoro per tutta la vita e non ne cava tanto da vivere umanamente, quanti milioni di ragazzi lasciati nell’ignoranza e nell’abbrutimento, e quante famiglie ridotte alla fame senza loro colpa; vedi quante diseguaglianze ingiuste, quante ire, quanti odi. Ora, c’è modo di far sì che questa grande miseria sparisca tutta o in gran parte, che il lavoro non manchi a nessuno e diventi più umano per tutti, che tutti i ragazzi siano istruiti e educati, che le disuguaglianze ingiuste scompaiano, che gli odi cessino, che la società diventi quasi un’immensa famiglia, in cui ciascuno, per interesse proprio, desideri il bene di tutti gli altri».