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Treni

Autore G. Volpi
Pagine 60
ISBN 9788890536281
DISPONIBILITA': 26 in magazzino

Stato: Disponibile

€ 13,00

€ 11,05 (-15%)

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In sintesi

Maschere ispirate dal vero e frutto di pura immaginazione, volti di ipotetici robot di latta vecchi di un secolo, tornati alla luce da una scatola polverosa. Il ritratto di un tempo che è stato e di un tempo che sarà, dove la fantasia supera la realtà. E sono disegni ispirati dalla realtà come una cronaca abbozzata sotto forma di schizzo, rapidi colpi di matita e acquerelli leggeri, macchine più complesse o semplici locomotori che si inseguono pagina dopo pagina a raccontare un sogno fattosi realtà. C'è l'antica arte del ritratto dal vero e l'appunto veloce tracciato sul taccuino da viaggio, c'è la volontà del racconto consolatorio che ci permette di ritrovarci, di riconoscerci, nel “mi sembra di averlo visto”, fino alle più lontane tra le fantasie umane, allora eccoci in un assolato Messico a celebrare una Santa Muerte metallica o perduti su un binario tra una provincia e una provincia. Con il suo tratto leggero, delicato ed elegante, Guido Volpi si piazza a pieno titolo tra le migliori matite del nostro tempo, una scoperta entusiasmante, un autore che non c'era. Nato da una scommessa, un invito a confrontarsi con un soggetto inusuale, le locomotive appunto e i treni, Guido ha cominciato un percorso che lo ha portato a realizzare ben oltre i sessanta disegni presenti nel volume, con una sorta di naturale evoluzione del segno che dai semplici “ritratti” dal vero sono diventati maschere e volti via via più lontani dalla realtà.

Dettagli

Maschere ispirate dal vero e frutto di pura immaginazione, volti di ipotetici robot di latta vecchi di un secolo, tornati alla luce da una scatola polverosa. Il ritratto di un tempo che è stato e di un tempo che sarà, dove la fantasia supera la realtà. E sono disegni ispirati dalla realtà come una cronaca abbozzata sotto forma di schizzo, rapidi colpi di matita e acquerelli leggeri, macchine più complesse o semplici locomotori che si inseguono pagina dopo pagina a raccontare un sogno fattosi realtà. C'è l'antica arte del ritratto dal vero e l'appunto veloce tracciato sul taccuino da viaggio, c'è la volontà del racconto consolatorio che ci permette di ritrovarci, di riconoscerci, nel “mi sembra di averlo visto”, fino alle più lontane tra le fantasie umane, allora eccoci in un assolato Messico a celebrare una Santa Muerte metallica o perduti su un binario tra una provincia e una provincia. Con il suo tratto leggero, delicato ed elegante, Guido Volpi si piazza a pieno titolo tra le migliori matite del nostro tempo, una scoperta entusiasmante, un autore che non c'era. Nato da una scommessa, un invito a confrontarsi con un soggetto inusuale, le locomotive appunto e i treni, Guido ha cominciato un percorso che lo ha portato a realizzare ben oltre i sessanta disegni presenti nel volume, con una sorta di naturale evoluzione del segno che dai semplici “ritratti” dal vero sono diventati maschere e volti via via più lontani dalla realtà.